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Ultima revisione: 2026-10-19 11:07

Riscontri su liste (screening)

Il punto da cui lo studio tiene d'occhio i riscontri dei propri soggetti contro le liste di sanzioni e le persone politicamente esposte.

Ogni volta che un cliente entra in adeguata verifica, il sistema ne confronta il nome con i cataloghi previsti dalla legge — le liste di sanzioni (UE, OFAC, ONU…) e gli elenchi delle persone politicamente esposte (PEP). Quando un nome somiglia abbastanza a una voce di catalogo, nasce un riscontro: un possibile abbinamento, non un fatto accertato. Sta al notaio guardarlo, capire se è davvero la stessa persona o una semplice omonimia e, alla fine, determinarlo. Questa pagina è la coda di quei riscontri: il posto da cui li esamini uno per uno e li chiudi con una decisione motivata.

Ci arrivi da «Clienti e Diligence» → «Riscontri su liste».

Cosa vedi nella pagina

In testa, due comandi e lo stato del catalogo:

  • Esegui re-screening periodico — rilancia il controllo dei soggetti contro le liste aggiornate (vedi sotto).
  • una riga informa su quanto è aggiornato il catalogo delle liste, con la data dell'ultimo import e il numero di voci caricate.

Sotto, la barra dei filtri: il campo «Cliente», dove puoi scrivere il nome e cognome (in qualunque ordine), il codice fiscale o il codice cliente, e il menu «Tutti gli stati». Si applicano con «Cerca e filtra» o con Invio, e si combinano fra loro. Se cerchi un cliente, la coda mostra solo i suoi riscontri; se il testo non corrisponde a nessun cliente dello studio, la pagina te lo dice invece di mostrare un elenco vuoto. «Azzera filtri» riporta alla coda intera. Poi c'è l'elenco dei riscontri. Ogni riga riporta:

Colonna Contenuto
Soggetto il soggetto dello studio e la sua pratica
Lista la voce di catalogo abbinata, con l'avviso sulla natura della voce
Punteggio del riscontro quanto il nome somiglia alla voce di lista (in percentuale)
Stato a che punto è il riscontro (vedi «Gli stati»)
Data quando è stato prodotto il riscontro
Azioni il comando Risolvi per determinarlo

Gli stati di un riscontro

  • Da verificare — appena prodotto, aspetta la determinazione del notaio.
  • In revisione — il notaio lo sta esaminando e non ha ancora deciso: lo ha messo in questo stato scegliendo «In revisione» nel comando Risolvi.
  • Confermato — il notaio ha stabilito che è davvero la persona in lista.
  • Falso positivo — il notaio ha stabilito che è un'omonimia (non è il suo soggetto).

Un riscontro determinato resta agli atti con la sua motivazione e non viene riaperto dai controlli successivi.

La soglia, e i riscontri che il sistema chiude da solo

Non tutte le somiglianze arrivano davanti al notaio. Il confronto fra il nome del soggetto e le voci di catalogo produce un punteggio, e c'è una soglia tecnica di selezione: sopra quel punteggio nasce un riscontro da esaminare, sotto no. La soglia la fissa la piattaforma, non lo studio, e la coda la dichiara in testa, con il valore e da dove viene (oggi 80%). Non è una soglia di legge né la probabilità che la persona sia quella della lista.

Una somiglianza nuova sotto la soglia non diventa un riscontro. Se invece un riscontro già aperto, ricalcolato, resta sotto la soglia, il sistema lo esclude automaticamente: nello «Storico Risoluzioni» restano il punteggio, la soglia in vigore, la data e l'autore, cioè il sistema, non una persona dello studio. Non è una valutazione dell'identità fatta dallo studio. Le esclusioni registrate prima con le parole «soglia di confidenza dello studio» portano una nota che spiega come leggerle.

Due conseguenze pratiche quando guardi la coda:

  • filtrando per Falso positivo trovi anche righe che non hai chiuso tu. Aprendole, lo «Storico Risoluzioni» dice chi ha deciso e perché;
  • se la soglia venisse abbassata dalla piattaforma, quei riscontri tornerebbero a presentarsi al primo controllo utile, ricalcolati sul punteggio corrente: non restano sepolti.

La soglia applicata è dichiarata, insieme alle liste usate, nella prova del controllo del singolo soggetto (vedi sotto).

Come si legge un riscontro

Aprendo un riscontro (dal soggetto in riga) si apre la sua scheda di dettaglio, che mostra il codice del riscontro, il soggetto dello studio, la voce di lista abbinata, il punteggio, la data dello screening e lo stato.

In fondo, il riquadro «Confronto attuale dei nomi» spiega, a parole, come il nome del soggetto si confronta oggi con la voce di lista — per esempio quali parti del nome combaciano e quale no — così puoi capire se l'abbinamento è credibile prima di decidere. Il confronto è ricalcolato ogni volta che apri la scheda, con il nome del cliente, il catalogo e la soglia di oggi: non è la traccia del controllo che ha fatto nascere il riscontro, e il suo numero può essere diverso dal punteggio registrato, che il riquadro riporta in fondo. Per un riscontro già chiuso, il motivo e la soglia applicata allora si leggono nello «Storico Risoluzioni». Sotto, lo «Storico Risoluzioni» conserva le determinazioni già prese sul riscontro (esito, chi le ha prese, quando e con quale motivazione).

«Natura non determinata»

Su alcune voci compare l'avviso «Natura non determinata»: significa che la sorgente della lista non dichiara se quella voce sia una sanzione o una PEP. Non è un campo che devi compilare tu: è un'informazione sulla voce di catalogo.

Come si gestisce un riscontro

Dal comando Risolvi (nella riga della coda) determini il riscontro. Si sceglie l'esito — Confermato o Falso positivo, oppure In revisione se ti serve tempo per decidere — e si scrive una giustificazione (obbligatoria): è la determinazione del notaio, e resta agli atti nello «Storico Risoluzioni» del riscontro.

Una volta risolto, il riscontro mantiene il suo esito: i controlli periodici successivi non lo riaprono.

Se ti accorgi che una determinazione era sbagliata, per esempio un falso positivo che andava confermato, sulla scheda del riscontro c'è «Rettifica la determinazione»: scegli il nuovo esito e scrivi il motivo e il controllo che giustifica la correzione, tutti e due obbligatori. La determinazione precedente resta nello storico, collegata a quella nuova, e la coda segnala la rettifica («con una rettifica: prima «Falso positivo»»). Possono rettificare il notaio e la funzione antiriciclaggio.

Il re-screening periodico

Il comando Esegui re-screening periodico rilancia il confronto dei soggetti contro le liste. Serve, per esempio, dopo l'aggiornamento dei cataloghi: i nuovi eventuali riscontri entrano nella coda «da verificare», mentre quelli già determinati restano com'erano.

Mentre il giro lavora, il pulsante mostra Re-screening in corso…; se un giro è già in corso (per esempio quello notturno), la pagina lo dice e non ne avvia un secondo.

Ogni giro, notturno o lanciato a mano, lascia agli atti il suo resoconto, che la coda mostra nel riquadro Ultimo re-screening periodico: data e ora, chi lo ha lanciato, quanti soggetti ha controllato, contro quali liste e con quale soglia, quanti nuovi riscontri ha aperto e quanti rilievi ha chiuso perché scesi sotto soglia. Nella coda, l'origine di ogni riscontro distingue il re-screening notturno da quello lanciato a mano.

La prova del controllo, soggetto per soggetto

La coda serve a lavorare i riscontri di tutto lo studio. Per sapere invece che cosa è stato controllato su un singolo cliente — anche quando non è emerso alcun riscontro — si guarda la carta Screening nelle sue Verifiche AML del cliente, sotto «Che cosa è stato verificato». Il numero accanto al titolo conta i riscontri del cliente, in tutti gli stati: è lo stesso numero che si trova nella coda ristretta a quel cliente.

In testa, già a carta chiusa, c'è la prova dell'ultimo controllo, in una riga sola: quando è stato fatto, se ha trovato riscontri nuovi, quanti riscontri restano da esaminare in tutto (anche quelli trovati da controlli precedenti e non ancora decisi), quanti sono confermati, contro quali liste — ciascuna con la sua versione e la sua data — con quale soglia, e quanti controlli risultano registrati per quel cliente. Un controllo che ritrova riscontri ancora aperti non dice quindi «nessun riscontro», anche se non ne aggiunge di nuovi. Le liste sono quelle in vigore al momento del controllo, non quelle di oggi: un controllo di settimana scorsa continua a dichiarare le liste di allora, ed è ciò che serve per giustificarlo a distanza di tempo.

Sotto la riga, «Apri lo storico» porta all'elenco di tutti i controlli registrati per il cliente, dal più recente: per ciascuno la data, il tipo di controllo, l'esito, le liste e la soglia di allora. Il campo «Ricerca» in testa all'elenco cerca per data, tipo o esito del controllo (per esempio «21/09/2026», «re-screening periodico» o «Riscontri trovati»); si applica con «Cerca e filtra» o con Invio, e «Azzera filtri» riporta a tutti i controlli dello stesso soggetto.

Sotto la prova, la carta porta davanti, uno per uno, tutti i riscontri ancora da esaminare, sia quelli «Da verificare» sia quelli «In revisione». Sono ordinati dal più forte al più debole: in cima quelli con il punteggio più alto, cioè i nomi più somiglianti. Ogni riga dice la voce di catalogo, il punteggio e lo stato, e il totale è scritto in testa alla carta. Se i riscontri da esaminare sono più di cinquanta, la carta ne elenca cinquanta e dichiara gli altri in una riga che porta alla coda. Seguono i riscontri confermati. I riscontri esclusi come falso positivo non occupano una riga ciascuno ma sono contati in una riga sola, che ricorda che restano agli atti nel registro dello screening. In fondo, il comando «Apri i riscontri del cliente» porta a questa coda, già ristretta a quel cliente.

Se il soggetto è stato controllato e non ha alcun riscontro, la carta mostra comunque la prova dell'ultimo controllo e il numero dei controlli registrati, e sotto dice «Nessun riscontro su liste per questo soggetto.»

Cosa puoi fare

  • Esaminare i riscontri di ogni soggetto e capirne l'origine (riquadro «Confronto attuale dei nomi»).
  • Risolvere ogni riscontro come Confermato o Falso positivo, con motivazione agli atti.
  • Rilanciare il controllo periodico contro le liste aggiornate.

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